venerdì 6 gennaio 2012

Un super vulcano minaccia l’Europa

Pubblicato su  bookofnews

Avranno avuto ragione i Maya con la loro profezia di catastrofi per il 2012? Se il buongiorno si vede dal mattino, infatti, quanto sta accadendo in Germania in questi primi giorni dell'anno non è certamente un buon segno e desta più di una preoccupazione. Non è infatti solo l'Italia ad avere vulcani ancora attivi in Europa: se l'Etna e il Vesuvio destano qualche preoccupazione, pare che i tedeschi non vogliano essere da meno. 
Si chiama vulcano Laacher See e fino a questi ultimi giorni ben pochi  sapevano che in Germania ci fossero dei vulcani. E' situato nelle vicinanze della vecchia capitale tedesca prima delle riunificazione, Bonn, e si trova sotto a un lago, da cui il nome. Ebbene, questo temibile vulcano ha cominciato a ridare segni di vita proprio a inizio 2012.

mercoledì 4 gennaio 2012

Il fantasma di Azzurrina

Pubblicato su www.croponline.org

Nella seconda metà del XIV secolo, nel castello situato a Montebello, in provincia di Rimini, nell’entroterra romagnolo, abitava la famiglia di Ugolinuccio, Signore nel 1375. La serenità donata a questa famiglia fu definitivamente, rovinosamente distrutta dalla tragica scomparsa di Guendalina Malatesta, soprannominata Azzurrina. La sua scomparsa rimane un mistero ancora oggi. La piccola nacque albina e per questo fu accusata di stregoneria e destinata ad una morte atroce.
Pur di nasconderla e darle una speranza, i genitori non la facevano uscire dal castello e all’interno di questo la piccola era sempre piantonata da due guardie. Vano fu anche il disperato tentativo della madre di coprire i capelli della bimba con delle soluzioni naturali che, a causa della mancanza di pigmentazione dovuta alla malattia, lasciavano soltanto un velo azzurro nella candida chioma. Ma Azzurrina non rimarrà un semplice e sbiadito ricordo del passato, ella diventerà una tra le più famose presenze dei nostri giorni.
Il 21 Giugno dello stesso anno, la bimba scomparve misteriosamente nei sotterranei del castello. C’era un violento temporale e la palla con cui giocava la bambina rotolò giù nelle segrete, fino a raggiungere una stanza adibita a dispensa/ghiacciaia. Le guardie non ebbero timore visto che il cunicolo non aveva uscite.

L’esplosione di Betelgeuse, i Maya e la fine del mondo


 
Il Calendario Maya
Scritto da Rosalba Nattero
Pubblicato su www.shan-newspaper.com

Nei mesi scorsi una notizia ha messo in fibrillazione i naviganti del web. Betelgeuse, una stella supergigante rossa di classe spettrale M1-2 Iab, starebbe per esplodere. Il fenomeno porterà la Terra a essere illuminata e riscaldata da due Soli, ma soltanto per poche settimane. Betelgeuse è la seconda stella più luminosa della costellazione di Orione, dopo Rigel, e si trova a 640 anni luce dalla Terra; con lo scoppio si trasformerà in supernova, lo stadio finale dell'evoluzione delle stelle massicce.
La notizia arriva dall'Australia, dal fisico Brad Carter della prestigiosa università del Queensland, e secondo il Daily Telegraph, il quotidiano del Regno Unito, «potrebbe succedere a breve», addirittura nel 2012.
Questa notizia ha inevitabilmente scatenato i catastrofisti che hanno associato l’evento alle tante profezie sulla fine del mondo, che molti sostenitori della teoria della catastrofe associano all’anno 2012.

mercoledì 7 dicembre 2011

Le rovine sommerse di Yonaguni

Scritto da Marcello Soave
Pubblicato su http://www.usac.it

Tutto cominciò il 9 luglio 1997 quando, sul sito americano della giornalista Laura Lee apparve una notizia curiosa: "Il mio amico Shun Daichi mi ha mandato dal Giappone sei foto di monumenti in pietra sottomarini. Non si tratta di piramidi in senso stretto, ma di rovine subacquee mostrate recentemente dalla televisione giapponese in un documentario. Sono sei strutture trovate al largo di Okinawa. Una è a Taiwan. Sono comunque tutte sotto il mare. Tutti i geologi coinvolti concordano sul fatto che queste strutture siano vecchie di dodicimila anni." La notizia terminava così, senza commenti e senza importanza. Ma ben pochi potevano immaginare il putiferio che essa avrebbe scatenato.

martedì 6 dicembre 2011

Scoperto un nuovo pianeta simile alla Terra a 36 anni luce da noi

Scritto da Leopoldo Benacchio
Pubblicato su http://www.ilsole24ore

HD 85512 sembra essere nella zona Goldilocks e verrà tenuto d'occhio d'ora in avanti 24 ore al giorno. Non è una conversazione fra controllori di volo, ma l'annuncio di una scoperta di una certa importanza: attorno alla stella, denominata dagli astronomi HD 85512, è stato trovato un pianeta abbastanza simile alla Terra e a una distanza dalla propria stella tale da garantire un'atmosfera né troppo calda né troppo fredda al pianeta stesso, come nella favola dei tre orsetti e Riccioli d'oro, Goldilocks appunto. Se un pianeta è infatti troppo vicino alla sua stella fa la fine del nostro Mercurio, un mondo rovente e desolato a centinaia di gradi di temperatura. Se invece è troppo lontano, come Plutone per esempio, si trova a centinaia di gradi sotto lo zero e la Siberia diventa un luogo di villeggiatura invernale. 
In altre parole un pianeta tiepido come la nostra Terra è come la minestra che l'orsetto offre a Riccioli d'oro. Evidentemente al primo astronomo che fece questa considerazione sulle condizioni necessarie per lo sviluppo della vita nell'Universo piacevano le favole per bambini.
La scoperta è stata annunciata nei giorni scorsi nel corso di un convegno di astrofisici cacciatori di pianeti, in Usa, da Michel Mayor, l'astronomo svizzero che nel 1995 per primo realizzò uno dei sogni dell'umanità, e una delle più grandi scoperte degli ultimi 50 anni: trovare un pianeta attorno a una stella diversa dal Sole.

lunedì 5 dicembre 2011

Roma misteriosa

Scritto da Giorgio Pastore
Pubblicato su  http://www.mitiemisteri.it

Associare Roma al mistero e alla leggenda può risultare facile a chiuque abbia un minimo di erudizione sulle origini della città: i misteri e le leggende di Roma partono proprio da qui.

Gli antichi Romani dicevano: “Roma Caput Mundi”. Infatti, da sempre, la capitale è stata al centro dell’attenzione di numerosi popoli, in quanto luogo strategicamente centrale, città ricca di storia e di tesori archeologici. Secondo la tradizione, divenne romana in seguito all’arrivo nel Lazio di Enea, troiano in fuga, dopo la distruzione per opera dei Micenei della sua omerica città. Enea portava con sé la spada dei suoi padri, ricca di significato. Qui, nel Lazio, fondò una nuova stirpe dalla quale, sempre secondo la leggenda narrataci da Tito Livio e da altri storici latini come lui, discesero in seguito importanti famiglie repubblicane e imperiali. Prima dell’introduzione del calendario gregoriano, tuttora in uso, i Romani usavano contare gli anni ad Urbe Condita, cioè, “dalla fondazione della città”, che secondo la storiografia latina risalirebbe al 753 a.C. Da allora, si alternarono dapprima il periodo dei sette re di Roma, di cui finora solo l’esistenza degli ultimi tre è stata accertata storicamente; poi, un periodo repubblicano, nel quale governavano dei consoli; e, dopo Caio Giulio Cesare e Ottaviano Augusto, un periodo imperiale, che terminò nel 476 d.C., con la caduta dell’Urbe.Uno dei simboli della città è il Pantheon, costruito da Marco Vipsanio Agrippa nel 27 a.C. e rifatto dall’imperatore Adriano nel II secolo d.C.; chiamato così perché dedicato a “tutti gli dèi”. Il pronao, di sedici colonne monolitiche, introduce l’edificio vero e proprio, di pianta circolare, sormontato da una cupola semisferica dal diametro di 43,30 metri, la più grande che sia mai stata costruita547. In sommità vi è un oculus dal quale entra la luce solare.

domenica 4 dicembre 2011

Apocalisse 2012: scoperta una seconda tavoletta Maya


L'Istituto Nazionale di Antropologia e Storia (INAH) del Messico ha annunciato di aver scoperto nelle rovine del sito Maya di Comalcalco nel sud del Messico, un'altra iscrizione che fa riferimento al 2012, ma secondo gli esperti dell'Istituto, le voci di fine del mondo sono solo un interpretazione errata.
La maggior parte degli esperti aveva citato un solo riferimento a questa data nei glifi maya, in una tavoletta di pietra del sito Tortuguero, nella costa del Golfo di Tabasco.
 La tavoletta in pietra di Tortuguero si riferisce ad un evento che avrebbe dovuto verificarsi nel 2012, ma una crepa nella pietra rende il passaggio finale quasi illeggibile.

venerdì 2 dicembre 2011

I Maya tra misteri e profezie

Scritto da Leonella Cardarelli
Pubblicato su www.unknown.it

LA CULTURA MAYA  
Quella Maya era considerata la più importante cultura amerindiana. I suoi aspetti distintivi erano le conoscenze astronomiche, matematiche (soprattutto per l’uso dello zero) e l’urbanistica, coniugate all’uso di un precisissimo calendario e ad un sistema di scrittura dapprima ideografico (glifi) tradotto solo parzialmente e poi a un sistema punto e linea. Geograficamente il popolo maya occupava la zone del Messico orientale, la penisola dello Yucatan, il Belize, alcune zone del Guatemala, dell’Honduras e del Salvador. Quest’area è molto particolare dal punto di vista climatico e topografico, in quanto va da fitte foreste pluviali ad aree di pianura, eppure questo popolo riuscì a creare un grande impero con enormi città-stato.
L’area geografica dei Maya comprende numerosi siti nei quali possiamo ammirare a tutt’oggi i resti ineffabili di questa popolazione che, come le altre popolazioni precolombiane, aveva un’arte nel costruire che lascia perplessi per la straordinaria precisione.

giovedì 1 dicembre 2011

GUBBIO: LA RENNES-LE-CHÂTEAU ITALIANA

Scritto da  Mario Farneti e Bruno Bartoletti
Pubblicato su www.remec2000.it
Già quando Roma era un agglomerato di capanne che si affacciava su una palude malsana nei pressi di un’ansa del Tevere, il nostro monte era ritenuto sacro. Parliamo del Monte Ingino o Monte di S. Ubaldo, l’altura alle cui falde sorge la città di Gubbio, nota nell’antichità come Ikuvium, città-stato edificata dagli Umbri, popolo indoeuropeo sceso dalla Germania verso la fine del secondo millennio prima della nostra era. La sua lingua, impressa nel bronzo di sette tavole, le Tabulae Iguvinae, riverbera gli echi solenni di antichi idiomi germanici. E’ qui che è stata fatta la “scoperta”; un evento del tutto inaspettato nel quale siamo rimasti avviluppati, come in una grande ragnatela, le cui trame tese e sottili collegano eventi lontani nel tempo e nello spazio.
Al centro della vicenda ci sono un pittore dell’Ottocento, un dipinto dai tratti inquietanti e un uomo ossessionato da quel dipinto e poi una grotta a mezza costa del monte Ingino, sotto un erto costone di roccia grigia che emerge dalla verzura, come il ginocchio scarnificato di un titano, scaraventato nelle viscere della montagna dall’ira degli déi e, tra le rocce presso la grotta, compare l’enigmatico incrociarsi di parole incomprensibili, seppur disposte secondo una logica matematica, secondo un’armonia perfetta quanto sfuggente, composte in un quadrato magico:
NIGER
INARE
GALAG
ERANI
REGIN
Non molto lontano, su una parete di roccia, una lapide ricorda alcuni versi dal Paradiso di Dante:
Intra Tupino e l’acqua che discende / Del colle eletto dal Beato Ubaldo / Fertile costa d’alto monte pende
 per non dimenticare che quel luogo, al tempo del Sommo Poeta, era fonte di acque amene, ben diverso da com’è oggi.

martedì 4 ottobre 2011

La tragedia di 17 anni fa Per il Francesco Padre è il momento della svolta

Scritto da Carlo Stragapede

MOLFETTA - Qualcuno l’ha definita «l’Ustica dell’Adriatico». La tragedia del «Francesco Padre», il motopeschereccio molfettese esploso in mare nella notte fra il 3 e il 4 novembre 2004, ha tutti gli ingredienti del mistero romanzesco. Un mistero avvolto dal muro di gomma di qualche segreto militare? Può darsi. Muro di gomma o no, il Procuratore di Trani Carlo Maria Capristo e il sostituto titolare dell’inchiesta, Giuseppe Maralfa, sono disposti a sfidare qualsiasi ostacolo, pur di scoprire la verità. I due esperti magistrati non sono soli, nell’affrontare le tappe complicate e costose dell’inchiesta-bis sulla tragedia che quasi 17 anni fa scosse la marineria molfettese e l’intera città. Capristo e Maralfa hanno al loro fianco il Comune di Molfetta, che ha stanziato 600mila euro, e la Regione (100mila euro), oltre alla Marina militare, che ha offerto un significativo appoggio logistico di uomini e mezzi.

domenica 6 marzo 2011

Federico Bellini: un caso di “abduction”

Scritto da Francesco Tempesta
Pubblicato sul n. 73 del 25/02/2011 de "il Fatto"

Federico Bellini è nato nel 1978, uno degli anni con maggiori avvistamenti Ufo della storia italiana.
È da tempo sotto l'occhio delle telecamere e dei giornali, fra cui la fortunata trasmissione televisiva Mistero (Italia Uno) per via delle sue esperienze di “abductions”. L'abduction identifica l'incontro ravvicinato del “quarto tipo”. Si tratta in sostanza dei presunti rapimenti alieni - messi in opera da forme di vita dotate di intelligenza provenienti da altri pianeti - dei quali è da tempo vittima la razza umana. Federico ha accettato di parlare della sua esperienza in esclusiva per “il Fatto”. Ecco l'intervista integrale.

Quando e come hai capito di essere stato rapito dagli alieni?
Nel problema dei rapimenti alieni non c’è un vero e proprio inizio, anche perché addotti lo si è già prima della nascita, perché se lo sei, potranno esserlo entrambi i genitori, soprattutto la madre, i nonni materni, etc. Da piccolo, infatti, credevo di essere una persona speciale ed unica, mi consideravo un figlio adottato, altre volte di discendenza regale (con tanto di sangue blu nelle vene), altre volte mi immaginavo di essere un robot, specie a seguito dei ripetuti fischi o strani rumori che sentivo interni al mio corpo, mentre in altre ero convinto di essere un vero e proprio alieno e di provenire da un altro pianeta.

martedì 28 dicembre 2010

Wikileaks: gli Usa hanno scoperto una base aliena nel Mare Antartico

Pubblicato su "ildemocratico.com"

Il fondatore di Wikileaks Julian Assange ha comunicato al Guardian l’esistenza di “riferimenti a UFO” in alcuni dei cablo che la sua organizzazione non ha ancora pubblicato. Corre ora insistentemente voce che in questi si parli di una base sottomarina di UFO nel Mare Antartico. 
Il Times EU riferisce: "Un nuovo rapporto circolante oggi nel Cremlino preparato per il Presidente Medvedev dalla 45esima Divisione Controllo Spazio delle Forze Spaziali Russe (VKS) afferma che in una prossima pubblicazione di WikiLeaks verranno svelati cablo segreti degli USA nei quali si riferisce che gli americani sono stati “coinvolti” sin dal 2004 in una “guerra” contro UFO provenienti da una base situata in Antartide o in sua prossimità, ovvero nel Mare Antartico.

giovedì 2 dicembre 2010

Un documentario fa luce sulle verità nascoste nel bombardamento al porto di Bari del 1943

Scritto da ANTONIO DI GIACOMO
Pubblicato su Repubblica.it

Rivelazioni e documenti inediti, coperti fino al 2009 da segreto militare, nel progetto del film "Top Secret" prodotto dalla SD Cinematografica

Una pagina di storia negata. È della più grande tragedia navale della Seconda guerra mondiale, dopo Pearl Harbor, che si parla ma soprattutto del più grave disastro chimico del conflitto. È il 2 dicembre 1943, quando, alle 19,25 una flotta di 105 bombardieri della Luftwaffe nazista attacca il porto di Bari. Lì sono ormeggiate una trentina di navi alleate, sotto il controllo britannico, ma, fra queste, ce n’è almeno una, la John Harvey, battente bandiera americana, la cui stiva è piena zeppa di iprite: un letale gas venefico.

mercoledì 20 ottobre 2010

I segreti di Marte

Scritto da Francesco Tempesta
Pubblicato sul n.60 de "il Fatto" del 13/05/2010

La vita ha mai popolato Marte? E se mai lo avesse fatto potrebbe esserci ancora? Sono quesiti a cui ancora nessuno, nonostante le numerose e costosissime ricerche, riesce a dare o non vuole dare una concreta risposta. Da quando il Pianeta Rosso è diventato oggetto di studio di noi terrestri, sono state tante le prove catalogate, tangibili e non, della reale presenza sulla sua superficie di una sorta di forma di vita. Fra gli scienziati soltanto in pochi si sono esposti sostenendo la tesi della vita su Marte e per una serie di coincidenze tutti sono stati destituiti dal proprio incarico. Al giorno d'oggi annunciare al mondo che non siamo gli unici abitanti dell'Universo, come molti egocentricamente pensano, sarebbe un duro colpo per tutti i falsi miti raccontati dai libri di scuola e da quelli universitari ma sarebbe soprattutto una botta tremenda per tutte le religioni del Pianeta che ne vedrebbero minate la basi delle proprie origini. Ma ci sono moltissime altre motivazioni per cui non verrà mai ammessa la presenza di razze diverse da quella nostra nell'immenso Universo, ragioni complesse che vanno al di là di ogni immaginazione. La cosa certa sta nel fatto che è molto ma molto più probabile avere dei fratelli alieni che vivono su qualche altro pianeta a centinaia di migliaia di anni luce dalla Terra che non averne affatto. Veniamo a Marte.